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La legge sulle “Piccole Produzioni Locali”​

In questo articolo:

tramonto in campagna, piccole produzioni locali

Filiera corta. Ammetto, non sono in grado di contare e quantificare le volte in cui questi due termini sono stati utilizzati. D’altronde devo anche riconoscere che le possibili definizioni di filiera corta sono molteplici, come evidenziato nell’ebook che pubblicato per WKI.

Ciò che in questa sede conta, però, non è tanto la questione definitoria quanto quella di sostanza. Il nostro Paese è costellato di piccole produzioni tipiche e di altissima qualità. Queste sono in grado di instaurare un rapporto di reciprocità con il territorio, un rapporto di vicendevole crescita e sviluppo. I dati, peraltro, rappresentano sempre più un consumatore estremamente interessato a queste produzioni e alla continua ricerca non solo del made in ma anche del made in tipico e di qualità.

La Legge sulla valorizzazione delle Piccole Produzioni Locali

Per queste ragioni in data 22 aprile 2022 è stata pubblicata, in Gazzetta Ufficiale, la Legge 1° aprile 2022, n. 30, recante “norme per la valorizzazione delle piccole produzioni agroalimentari di origine locale”. Si tratta di una norma che intende valorizzare le piccole produzioni locali (PPL), anche definite come

i prodotti agricoli di origine animale o vegetale primari o ottenuti dalla trasformazione di materie prime derivanti da coltivazione o allevamento svolti esclusivamente sui terreni di pertinenza dell’azienda, destinati all’alimentazione umana, ottenuti presso un’azienda agricola o ittica, destinati, in limitate quantità in termini assoluti, al consumo immediato e alla vendita diretta al consumatore finale nell’ambito della provincia in cui si trova la sede di produzione e delle province contermini.

Leggi anche “Bando V sui contratti di filiera e distretto”

I principi e le modalità applicative

Le PPL devono rispettare quattro principi fondamentali:

1) principio della salubrità: la sicurezza igienico-sanitaria dell’alimento prodotto, nel rispetto delle disposizioni normative vigenti in materia igienico-sanitaria e di controlli da parte delle aziende sanitarie locali;

2) principio della localizzazione: la possibilità di commercializzare, in ambito locale, i prodotti che derivano esclusivamente dalla propria produzione primaria;

3) principio della limitatezza: la possibilità di produrre e commercializzare esclusivamente ridotte quantità di alimenti in termini assoluti;

4) principio della specificità: la possibilità di produrre e commercializzare esclusivamente le tipologie di prodotti individuate dal decreto di cui al comma 1 dell’articolo 11.

Si tratta di tipologie di prodotti individuati dal MIPAAF e dal Ministero della Salute, previa intesa in sede di Conferenza per i rapporti tra Stato, regioni e province autonome e tramite contemporanea individuazione delle misure per l’ammissione, per i controlli e per l’etichettatura dei prodotti.

L’etichettatura delle Piccole Produzioni Locali

Ai sensi dell’articolo 3, i PPL, oltre a dover recare un’etichettatura coerente alle vigenti norme europee e nazionali e a seguire quanto verrà definito in sede di Conferenza Stato-regioni-province autonome, possono recare in etichetta la dicitura “PPL – piccole produzioni locali”, seguita dal norme del comune o della provincia di produzione e dal numero di registrazione.

Il MIPAAF, inoltre, di concerto con MEF e con il MSE, adotterà l’istituzione di un apposito logo e le modalità di attribuzione dello stesso.

Conclusioni

Credo sia chiaro che, in questo momento, non è semplice esprimere un giudizio di merito. Molto ancora deve esser fatto per definire e regolare le PPL e qualche dubbio potrebbe esser lecito circa la compatibilità con le norme di tutela europee. Ciò posto, però, credo che la direzione sia quella giusta. Anche le piccole produzioni, specie se tipiche e locali, devono esser condotte a sistema per poter sviluppare la massa critica necessaria a esistere, resistere e crescere sul mercato.

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Elio Palumbieri

Sono un avvocato esperto in diritto agroalimentare e filiere agroalimentari sostenibili. Accompagno le imprese in ogni aspetto di regulatory compliance fornendo consulenza progettuale finalizzata alla crescita sostenibile, alla certificazione e alla corretta comunicazione dei risultati.

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