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L’etichettatura degli insetti commestibili

In questo articolo:

pane fatto con farina di insetti

Come noto, la Commissione europea ha autorizzato la commercializzazione di insetti commestibili e di prodotti da essi derivanti. Sul punto è bene, sin da subito, chiarire un aspetto: su questo post non vi saranno espressioni di “preferenza” ma solo informazioni sull’etichettatura degli insetti commestibili. Tra le principali questioni oggetto di dibattito, infatti, continua a figurare proprio il timore di non riuscire a reperire adeguate informazioni. Insomma, il timore diffuso è di trovare prodotti contenenti, ad esempio, farina di insetto, senza che tale ingrediente venga menzionato.

Chiariamo ogni dubbio: così non è perché le norme che oggi ci consentono di acquistare consapevolmente un prodotto verranno applicate, ovviamente, anche ai prodotti a base di insetti.

Il Regolamento (UE) 1169/2011 (FIC) e il Regolamento (EU) 1924/2006 (NHCR), in particolare, contengono le principali informazioni utili a comprendere i modelli di etichettatura e le norme applicabili ai singoli casi.

Evitare informazioni fuorvianti sull’etichettatura degli insetti commestibili

Primo elemento degno di nota, al fine di fugare ogni dubbio, è che la normativa specifica che le informazioni in etichetta e in pubblicità, così come la modalità di presentazione del prodotto, non devono essere fuorvianti. Tipicamente, questa norma di carattere generale mira a evitare la commercializzazione di prodotti a cui vengano attribuite in via esclusiva caratteristiche che, invece, sono comuni ad altri prodotti alimentari. La norma, posta a tutela del consumatore, varrà, ovviamente, anche per gli insetti commestibili.

Informazioni obbligatorie

Il diritto agroalimentare italiano ed europeo prevede l’obbligatorietà di specifiche informazioni in etichetta. Si tratta, dunque, di informazioni che vanno obbligatoriamente fornite al consumatore. Tra queste figurano, ad esempio:

  • la denominazione dell’alimento;
  • l’elenco degli ingredienti;
  • qualsiasi ingrediente o coadiuvante tecnologico;
  • la quantità di taluni ingredienti o categorie di ingredienti;
  • la quantità netta dell’alimento;
  • il termine minimo di conservazione o la data di scadenza;
  • le condizioni particolari di conservazione e/o le condizioni d’impiego;
  • il nome o la ragione sociale e l’indirizzo dell’operatore del settore alimentare;
  • il paese d’origine o il luogo di provenienza ove previsto;
  • le istruzioni per l’uso, per i casi in cui la loro omissione renderebbe difficile un uso adeguato dell’alimento;
  • una dichiarazione nutrizionale.

Ovviamente anche queste informazioni dovranno essere obbligatoriamente riportate sull’etichetta degli insetti destinati ad uso umano.

Ingredienti e QUID

Una delle preoccupazioni maggiori, come dicevo in apertura, riguarda l’indicazione della farina di insetti tra gli ingredienti di prodotti differenti come, ad esempio, biscotti e crackers.

Dal menzionato obbligo di indicazione della lista ingredienti deriva, dunque, anche quello di specifica menzione della farina di insetti. Non è tutto.

In alcuni casi potrà anche esservi specifica indicazione del QUID, la quantità di un ingrediente. La normativa richiede tale indicazione quando un ingrediente o una categoria di ingredienti compaiono nel nome del prodotto o, comunque, vengono enfatizzati in etichetta.

Conclusioni

L’etichettatura degli insetti commestibili, in conclusione, sarà identica a quelle che già conosciamo, conterrà le informazioni a cui siamo abituati e ci consentirà di effettuare una scelta consapevole.

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Elio Palumbieri

Sono un avvocato esperto in diritto agroalimentare e filiere agroalimentari sostenibili. Accompagno le imprese in ogni aspetto di regulatory compliance fornendo consulenza progettuale finalizzata alla crescita sostenibile, alla certificazione e alla corretta comunicazione dei risultati.

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