Avv. Elio Palumbieri

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Le notizie più importanti del settore agroalimentare

Elezioni: agroalimentare e sostenibilità, le proposte dei partiti

In questo articolo:

Elezioni: agroalimentare e sostenibilità

Elezioni: agroalimentare e sostenibilità, tema controverso?

La campagna elettorale è, ormai, nel vivo e le dichiarazioni sui temi più in voga si susseguono frequentemente. In molti, però, lamentano l’assenza tra questi temi di riferimenti e prospettive sul settore agroalimentare, evidentemente, troppo controverso per essere al centro della scena. Parlare di agroalimentare, insomma, può essere un rischio in campagna elettorale, eccezion fatta per il NutrInform Battery sul quale pare che tutti gli schieramenti siano d’accordo.

Ora, mi pare opportuno analizzare i principali programmi alla ricerca di indicazioni sul settore. Piccolo avviso: per mantenere la più totale imparzialità ho deciso di riportare letteralmente il contenuto dei programmi con un mio breve commento alla fine.

Il programma del PD. Elezioni: agroalimentare e sostenibilità

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Il programma del PD menziona il settore agro-alimentare nella sezione dedicata al lavoro. Si legge, infatti:

La quota consistente di lavoro sommerso costituisce poi una vera piaga sociale ed economica con importanti differenze a livello geografico. Spesso il sommerso riguarda cittadine e cittadini stranieri in particolari condizioni di vulnerabilità, il cui lavoro è ormai essenziale per interi settori produttivi, dalla ristorazione all’agro-alimentare, sino ai lavori di cura. 

Sicurezza alimentare e cibo sano nel programma del PD

Se ne parla, poi, con riferimento alla sicurezza alimentare e al cibo sano:

Vogliamo che tutti, in particolare bambine e bambini, abbiano il diritto di vivere in una casa accogliente e quello a un’alimentazione sana. Non possiamo accettare 1,4 milioni di bambini e ragazzi in povertà su un totale di 9,7 milioni di minori.

La nostra proposta sulla scuola come motore del Paese parte da qui. Vogliamo rimettere al centro la scuola e restituire al mestiere dell’insegnante la dignità e centralità che merita, garantendo una 23 formazione adeguata e continua e allineando, entro i prossimi cinque anni, gli stipendi alla media europea. In Italia, un bambino su dieci non frequenta la scuola dell’infanzia (3-5 anni) e meno di uno su tre – con accentuate differenze territoriali – accede al nido. In questo modo, già in tenerissima età, si creano le prime odiose diseguaglianze nell’accesso a un sistema educativo di qualità e a un’alimentazione sana.

Vogliamo permettere a tutte e tutti di avere accesso a un’alimentazione sana, a partire dai bambini e dalle bambine. Lo faremo non solo attraverso l’impegno a rendere universale e gratuito l’accesso alle mense scolastiche, ma anche introducendo una forma di reddito alimentare, tramite un sistema digitale che permetta alle persone indigenti di iscriversi e ricevere mensilmente un determinato numero di pacchi alimentari, attraverso il recupero del cibo, che rischia di essere sprecato, dalla distribuzione e la sua successiva erogazione in centri di distribuzione messi a disposizione dai Comuni

Agroalimentare e sostenibilità nel programma del PD

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Ulteriormente, l’agricoltura viene vista come punto di partenza delle politiche di sviluppo sostenibile

Gli investimenti infrastrutturali e di mobilità sostenibile, avviati dal governo Draghi, dovranno essere integrati con nuovi progetti di copertura territoriale. Puntiamo a introdurre piani contro la siccità e a disegnare l’agricoltura, l’allevamento e la pesca come motori della transizione ecologica, anche attraverso il potenziamento della digitalizzazione dei processi di tracciamento e monitoraggio.

Ancora:

Approveremo una legge sul consumo di suolo e introdurremo una serie di interventi per la difesa dell’uso del suolo agricolo, con un Piano nazionale per l’acqua, la siccità e il dissesto idrogeologico che metta al centro la costruzione e dislocazione strategica territoriale di nuovi invasi e investimenti volti a ridurre della dispersione idrica. Vogliamo supportare l’ammodernamento, l’innovazione tecnologia, l’evoluzione green, la trasparenza, nelle imprese e nel lavoro affinché l’agricoltura diventi il miglior motore per la transizione ecologica. Con un fondo di rotazione di 500 milioni possiamo avviare il sostegno a 2500 progetti di impresa agricola verde.

La transizione ecologica si intreccia poi con la transizione digitale in molti aspetti, primo tra tutti quello di una migliore programmazione dell’uso del suolo, delle colture e del consumo idrogeologico, in ragione di una più efficace capacità di monitoraggio e tracciamento, la raccolta e condivisione di dati, lo sviluppo dell’agricoltura di precisione. Anche in questo caso, proponiamo un pacchetto di misure che valorizzi le sinergie territoriali in un quadro di coordinamento nazionale per la tutela dell’ecosistema e della salute, inclusa la tutela delle coste e del mare e il sostegno della transizione ecologica nel settore ittico.

 Nella sezione “I TRE PILASTRI DI ITALIA 2027 1. SVILUPPO SOSTENIBILE E TRANSIZIONI ECOLOGICA E DIGITALE Gestire la complessità con un paradigma di sviluppo più moderno, equo e competitive”, inoltre, si fa riferimento alle prospettive di sviluppo del settore:

Agricoltura, allevamento e pesca – Per contrastare consumo di suolo impatto della siccità e crisi degli approvvigionamenti alimentari incentivi all’innovazione e filiere sostenibili. 

Lavoro e agroalimentare nel programma del PD

Anche la sezione “2. LAVORO, CONOSCENZA E GIUSTIZIA SOCIALE Restituire dignità e opportunità alle persone contro tutte le disuguaglianze” riporta quanto segue:

Cibo e alimentazione di qualità – Per combattere la povertà alimentare strumenti di sostegno al reddito, mense gratuite in ogni scuola primaria, filiere alimentari più efficienti e redistribuzione dei prodotti a rischio spreco. 

Conclusioni – PD

Si tratta, dunque, di un programma che guarda al settore più come motore per le politiche sul lavoro e di sviluppo sostenibile, un concetto che ritroveremo anche altrove. 

Il programma del centrodestra. Elezioni: agroalimentare e sostenibilità

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Anche nel programma del centrodestra non mancano riferimenti al lavoro:

• Estensione della possibilità di utilizzo dei voucher lavoro, in particolar modo per i settori del turismo e dell’agricoltura 

Un’intera sezione viene poi dedicata all’agricoltura.

13. L’Agricoltura: la nostra storia, il nostro futuro

  • Promozione di una Politica Agricola Comune e di un piano strategico nazionale, capaci di rispondere alle esigenze di oggi, per uno sviluppo che coniughi indipendenza e sostenibilità ambientale ed economica
  • Salvaguardia del comparto agroalimentare, lotta al nutri-score e all’italian sounding
  • Tutela delle specificità e delle eccellenze agricole italiane e loro promozione sui mercati esteri
  • Rifinanziamento della misura “Più Impresa” a favore dei giovani agricoltori e dell’imprenditoria femminile
  • Innalzamento dei massimali degli aiuti in regime de minimis per le imprese agricole, allineandoli a quanto previsto negli altri settori economici
  • Promozione di una filiera italiana per l’innovazione in agricoltura
  • Rafforzamento degli strumenti di garanzia sui finanziamenti a favore delle imprese agricole, degli allevamenti e della pesca
  • Potenziamento degli strumenti di contrasto al caporalato e al lavoro irregolare
  • Riconoscimento e valorizzazione delle piccole produzioni locali di qualità
  • Interventi di contrasto al fenomeno della proliferazione della fauna selvatica e alla diffusione delle epidemie animali
  • Interventi per un “piano nazionale invasi” per l’irrigazione agricola 

Conclusioni – Centrodestra

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Il programma di FI, FdI e Lega è in generale meno discorsivo e più schematico. La prospettiva è diversa. Qui, infatti, il settore agroalimentare è al centro delle politiche per il lavoro ma anche di quelle prettamente economiche. Interessante notare come si senta la necessità di fare esplicito riferimento alla sostenibilità economica oltre che a quella ambientale, quasi a voler precisare l’intenzione di bilanciare la tutela dell’ambiente e la redditività delle produzioni. 

Il programma del terzo polo – Elezioni: agroalimentare e sostenibilità

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Il terzo polo menziona il settore agroalimentare con riferimento alla crisi idrica.

5. Incentivare gli investimenti in sistemi di irrigazione che riducano gli sprechi d’acqua Questa misura è rivolta principalmente agli imprenditori del settore agroalimentare che investono nell’irrigazione di precisione che consente di ridurre gli sprechi ma anche di avere migliori rendimenti monitorando le fasi delle colture ed evitando alle piante gli stress da carenza o da sovrabbondanza di acqua. Oltre al sistema di irrigazione goccia a goccia, gli incentivi sarebbero accessibili anche a chi investe nel controllo digitale in real-time e da remoto delle fasi di irrigazione e di micro-irrigazione. 

La sezione sull’agroalimentare del terzo polo

Anche questo programma prevede un’intera sezione dedicata all’agroalimentare.

AGRICOLTURA L’agricoltura, la pesca e l’acquacoltura e l’intero sistema agroalimentare della trasformazione sono settori strategico per lo sviluppo e la ripresa dell’economia del nostro paese. L’eccellenza che il nostro settore ha dimostrato in termini di valore aggiunto, propensione all’export, valorizzazione e servizi ecosistemici per il territorio, e sinergia con il mondo della cultura, del terzo settore e del turismo non ha pari al mondo.

1.      Agricoltura 4.0 e potenziamento della formazione tecnica e manageriale

Diventa prioritario avviare due grandi piani di formazione continua, il primo incentrato sull’imprenditoria e il secondo sulle competenze tecniche e specialistiche per la manodopera agricola e del personale imbarcato, con particolare riferimento alle pratiche agronomiche più avanzate, alla sicurezza sul lavoro e all’utilizzo della tecnologia nell’agricoltura di precisione. Da una parte serve potenziare la formazione economico-gestionale per sviluppare le economie di scala e la competitività delle imprese agricole e della pesca.. D’altro lato è prioritario rafforzare le competenze e la formazione continua della manodopera. Proponiamo che le imprese possano accedere a cicli di formazioni dedicati, organizzati anche in collaborazione con gli Istituti Tecnici Superiori del territorio, e altresì promuovendo lo strumento del credito di imposta e della decontribuzione per l’accesso a percorsi specialistici.

2.      Aumentare la manodopera e ripristino del sistema dei voucher

Per rispondere alla strutturale carenza di manodopera, e rispondere alle richieste delle imprese, proponiamo: una proroga di tutti i permessi di soggiorno dei lavoratori extracomunitari attualmente impiegati nel settore agricolo; la regolarizzazione dei lavoratori extracomunitari che attualmente hanno un lavoro; la reintroduzione del permesso di soggiorno temporaneo per la ricerca di lavoro garantito da uno sponsor (cfr. proposta immigrazione). Infine, per garantire la flessibilità e la trasparenza contrattuale nelle prestazioni occasionali proponiamo di ripristinare il sistema dei voucher.

3.      Garanzie statali per facilitare l’accesso al credito e il sostegno all’innovazione

Il PNRR contiene misure per incentivare l’implementazione di sistemi digitali nella produzione agricola. Durante la pandemia si sono promossi strumenti per favorire l’accesso al credito delle imprese agricole. E’ necessario proseguire in questa direzione:

  • Potenziamento delle garanzie statali a copertura delle richieste di credito effettuate dagli imprenditori agricoli e della pesca per sostenere gli investimenti necessari per le nuove tecnologie e l’ammodernamento del parco macchine
  • un iper-ammortamento dedicato agli investimenti per l’efficientamento della rete idrica (cfr. proposta sulla crisi idrica).
  • Completamento dell’ultimo miglio in materia di infrastrutture digitali per garantire la connettività nelle aree rurali, fondamentale per lo sviluppo dell’agricoltura 4.0 e di precisione, dei servizi, delle attività agricole connesse e del turismo Inoltre, per aumentare la produttività, considerando l’aumento del costo dei fertilizzanti e degli altri costi di produzione che gli agricoltori devono affrontare in questo periodo, proponiamo di prevedere un contributo per l’acquisto di fertilizzanti e dei mezzi tecnici di produzione sotto forma di credito d’imposta che potrà essere ceduto agli intermediari finanziari per aumentare la liquidità a disposizione delle aziende agricole.

4.      Agricoltura protagonista della transizione energetica: vendita delle eccedenze energetiche, sviluppo dell’agri-voltaico, del biogas e del biometano

Proponiamo di consentire alle imprese agricole di vendere temporaneamente le eccedenze energetiche prodotte dagli impianti per l’autoconsumo considerando i proventi come reddito agricolo (soggetto ad agevolazioni fiscali) invece che redditi di impresa, derogando la L. 266/2005. Al fine di ridurre il consumo di suolo e coniugare la necessità di produzione di derrate alimentari, l’installazione e l’utilizzo di sistemi fotovoltaici dovrà essere favorita sui tetti dei fabbricati rurali (anche al fine di sostituire l’amianto esistente), in territori marginali o attraverso sistemi c.d. “agri-voltaici” in grado di consentire lo sfruttamento dei terreni sottostanti per fini agricoli.

5.      Aiuti alimentari Potenziare e stabilizzare le risorse del fondo aiuti alimentari nato per sostenere i comparti agricoli in crisi e le attività del terzo settore impegnate sul fronte della povertà alimentare.

6.      Gestione della fauna selvatica e in particolare dei cinghiali

Serve l’approvazione immediata del decreto legge concordato con le Regioni a modifica della legge 157 che ha ormai trenta anni, per una gestione efficiente della fauna selvatica e rafforzare le risorse a copertura dei danni da fauna selvatica che minano la competitività delle imprese e persino la sicurezza pubblica. Serve altresì contrastare, con speciali ed urgenti strumenti normativi e risorse a disposizione del commissario straordinario, la diffusione della peste suina africana che è altresì agevolata dalla diffusione incontrollata dei cinghiali.

7.      Potenziamento della “blue economy” e della piccola pesca artigianale

Il comparto della pesca non è mai stato oggetto di riforme di sistema. Occorre definire incentivi per il ricambio dei navigli e dei mezzi con una età media oltre i trenta anni per favorire la transizione tecnologica e la sicurezza sul luogo di lavoro, dotare il settore di uno stabile strumento di sostegno al reddito, ammortizzatori sociali e sistema pensionistico, e nuovi finanziari per sostenere le imprese e le famiglie dei pescatori professionali colpiti da affondamenti e sinistri in mare.

8.      Manutenzione del territorio

Inserire incentivi fiscali e decontribuzione per le imprese agricole disponibili a effettuare interventi di manutenzione del territorio e a vantaggio della collettività.

9.      Verde urbano

L’obiettivo condiviso di piantumazione di milioni di alberi nelle aree urbane deve essere integrato con una seria pianificazione territoriale in grado di definire le varietà e le pratiche più adatte al territorio.

La gestione del verde deve essere affidata a dei professionisti e necessità di continuità, pertanto proponiamo di prevedere fondi per gli enti locali per la gestione ordinaria e straordinaria avvalendosi di progettisti ed esperti manutentori.

10.  Giovani e ricambio generazionale

Proponiamo un piano a burocrazia zero per l’accesso alla terra nelle aree montane e rurali a rischio spopolamento, ad esempio favorendo la cooperazione intergenerazionale con forme di affiancamento tra giovani non proprietari di terreni agricoli e pensionati, con lo scopo di favorire il graduale passaggio di gestione della attività di impresa e il recupero di fondi abbandonati.

Conclusioni – Terzo Polo

Il programma del “terzo polo” (Azione Italia Viva) è indubbiamente il più corposo e presenta tematiche particolarmente eterogenee. Il settore agroalimentare, inteso in senso molto ampio, è protagonista sia delle politiche sul lavoro che di quelle relative a sviluppo sostenibile e crescita economica. Particolarmente interessante è il riferimento alla blue economy, tema non trattato negli altri programmi e di estrema attualità. 

Il programma del Movimento 5 Stelle

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Questo programma presenta svariati elementi già menzionati negli altri casi ma in una composizione inedita.

Ecco sezione titolata “DALLA PARTE DEGLI AGRICOLTORI: PERCHÉ L’AGROALIMENTARE È UN’ECCELLENZA ITALIANA, PER IL MADE IN ITALY E LA DIFESA DELLA NOSTRA TRADIZIONE”:

–         potenziamento del piano transizione 4.0 per spingere ulteriormente gli investimenti del settore agricolo

–         cedibilità dei crediti fiscali per gli agricoltori che investono, nella scia del modello del superbonus. estensione della cedibilità dei crediti fiscali a transizione 4.0

–         ricorso alle tecnologie satellitari per l’utilizzo razionale di acqua e fertilizzanti

–         incentivi per il ricambio generazionale con investimenti dedicati a giovani agricoltori

–         no al sistema di etichettatura dei prodotti alimentari ‘nutriscore’ e promozione del meccanismo alternativo denominato ‘nutrinform battery’

–         etichettatura e valorizzazione dei prodotti dop e igp

–         incentivazione della filiera corta

Un ulteriore punto prevede il contrasto alle agromafie e ecomafie.

Il programma del M5S è tra i più stringati. Balzano all’occhio il riferimento al NutriScore e l’”incentivazione alla filiera corta”.

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Elio Palumbieri

Sono un avvocato esperto in diritto agroalimentare e filiere agroalimentari sostenibili. Accompagno le imprese in ogni aspetto di regulatory compliance fornendo consulenza progettuale finalizzata alla crescita sostenibile, alla certificazione e alla corretta comunicazione dei risultati.

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