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Designazioni e definizioni olio di oliva: la proposta di legge

Olio: è stato presentato alla Camera il giorno 26 marzo 2019 la proposta di legge Modifiche al decreto legislativo 23 maggio 2016, n. 103, concernenti le designazioni e definizioni degli oli di oliva e degli oli di sansa di oliva, la loro vendita e immissione in commercio e le relative sanzioni.

I contenuti della proposta di legge

La proposta prevede il divieto di:

  1. detenere per la vendita o mettere comunque in commercio per il consumo alimentare l’olio extra vergine di oliva, l’olio di oliva vergine, l’olio di oliva raffinato, l’olio di oliva composto da oli di oliva raffinati e da oli di oliva vergini, l’olio di sansa d’oliva raffinato e l’olio di sansa d’oliva che non possiedono i requisiti prescritti dalle norme dell’Unione europea;
  2. vendere, detenere per la vendita o mettere comunque in commercio per il consumo alimentare l’olio extra vergine di oliva, l’olio di oliva vergine, l’olio di oliva raffinato, l’olio di oliva composto da oli di oliva raffinati e da oli di oliva vergini, l’olio di sansa d’oliva raffinato e l’olio di sansa d’oliva che all’analisi rivelino la presenza di sostanze estranee, comprese le sostanze utilizzate nel processo di raffinazione, ovvero diano reazioni o posseggano costanti chimico-fisiche atte a indicare la presenza di olio estraneo o di composizione anomala;
  3. vendere, detenere per la vendita o mettere comunque in commercio per il consumo alimentare gli oli di oliva vergini non ancora classificati come olio extra vergine di oliva, olio di oliva vergine od olio di oliva lampante. Entro il 15 aprile di ciascuna campagna di commercializzazione, gli oli di oliva vergini non ancora classificati devono essere classificati come olio extra vergine di oliva, olio di oliva vergine od olio di oliva lampante. I recipienti di stoccaggio e i documenti relativi al trasferimento degli oli di oliva vergini non ancora classificati recano una dicitura che evidenzia che il prodotto è in attesa di classificazione.
  4. mettere in commercio per il consumo alimentare o detenere per usi alimentari oli non commestibili anche in miscela con oli commestibili. Non sono considerati messi in commercio per il consumo alimentare gli oli di oliva lampanti e gli oli di sansa d’oliva greggi detenuti presso i locali dei frantoi nei quali sono stati ottenuti a seguito del processo di estrazione meccanico o fisico;
  5. detenere l’olio di oliva lampante e l’olio di sansa d’oliva greggio che non possiedono i requisiti prescritti per la rispettiva categoria dalla normativa dell’Unione europea o che all’analisi rivelano la presenza di sostanze estranee, ovvero danno reazioni o posseggono costanti chimico-fisiche atte a indicare la presenza d’olio estraneo o di composizione anomala;
  6. vendere, detenere per la vendita o mettere comunque in commercio gli oli di oliva e gli oli di sansa d’oliva con denominazione diversa da quella prescritta dalla normativa dell’Unione europea;
  7. vendere al consumatore finale, ai ristoranti, agli ospedali, alle mense e a strutture simili di oli di oliva e oli di sansa d’oliva diversi dall’olio extra vergine di oliva, dall’olio di oliva vergine, dall’olio di oliva composto da oli di oliva raffinati e da oli di oliva vergini e dall’olio di sansa d’oliva;
  8. detenere impianti di esterificazione presso stabilimenti dove si ottengono o si detengono oli destinati ad uso alimentare.

La proposta è consultabile a questo link: http://documenti.camera.it/leg18/pdl/pdf/leg.18.pdl.camera.1319.18PDL0034740.pdf

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