Avv. Elio Palumbieri

IT EN

Search

Blog

Le notizie più importanti del settore agroalimentare

Champanillo: le precisazioni della Corte di Giustizia

In questo articolo:

Sul caso Champanillo molto, anzi moltissimo si è detto. La Corte di Giustizia, quindi, con un comunicato stampa ha precisato alcuni aspetti. Eccoli.

Champanillo: la controversia

La controversia nasce a seguito di ricordo del Comité Interprofessionnel du Vin de Champagne (CIVC). Tale organismo si occupa della tutela dei produttori della DOP Champagne. Fulcro del ricorso era l’uso del termine Champanillo utilizzato per designare alcuni tapas bar.

Leggi anche: il rapporto conflittuale tra marchi e DOP/IGP

Ambito di azione della tutela DOP

La Corte di Giustizia ha fornito alcune precisazioni. In primo luogo ha, infatti, evidenziato che la normativa europea protegge le DOP da condotte relative sia a protoddi che a servizi. Scopo, infatti, della normativa è garantire ai consumatori che tali prodotti presentino caratteristiche peculiari dovute alla provenienza. Si tratta, in sostanza, di una garanzia pensata proprio per evitare che terzi si avvantaggino abusivamente della notorietà di tali prodotti. Tale tutela ad ampio raggio, quindi si estende anche ai servizi oltre che ai prodotti.

Leggi anche: DOP e nomi generici, il caso FETA

Segni “comparabili” o “simili”

La seconda precisazione della Corte concerne la tutela nei confronti di segni “comparabili” o “simili” alle DOP. La nozione di “evocazione”, infatti, si estende all’ipotesi in cui il segno utilizzato incorpori una parte di una IGP o DOP rischiando di indurre in errore il consumatore. Anche i casi di affinità fonetica e vicinanza concettuale costituiscono un’evocazione. Il criterio determinante, insomma, è:

quello di accertare se il consumatore, in presenza di una denominazione controversa, sia indotto ad avere direttamente in mente, come immagine di riferimento, la merce protetta dalla DOP, circostanza che spetta al giudice nazionale valutare tenendo conto, se del caso, dell’incorporazione parziale di una DOP nella denominazione contestata, di un’affinità fonetica e/o. visiva di tale denominazione con tale DOP, o ancora di una vicinanza concettuale tra detta denominazione e detta DOP.

L’accertamento dell’esistenza del nesso

La ricerca del “nesso” da cui deriva l’evocazione deve essere, quindi, condotta in base a tre elementi:

  • incorporazione parziale,
  • affinità fonetica e visiva,
  • vicinanza concettuale.

Ora spetterà all’Audencia Provincial de Barcelona prendere in considerazione i fattori menzionati e procedere alla decisione.

Articoli recenti

Elio Palumbieri

Sono un avvocato esperto in diritto agroalimentare e filiere agroalimentari sostenibili. Accompagno le imprese in ogni aspetto di regulatory compliance fornendo consulenza progettuale finalizzata alla crescita sostenibile, alla certificazione e alla corretta comunicazione dei risultati.

Ti piacciono i miei articoli?
Iscriviti alla newsletter

Leggi per Categoria

Richiedi una consulenza

Io e il mio team prenderemo in carico la tua richiesta entro 24 ore e ti risponderemo fissando una call gratuita.



Se vuoi, puoi fornirmi qualche informazione sulla tua azienda:
Possiedi un ufficio legale interno?
Quanti dipendenti possiede la tua azienda?


Uso lo spazio sottostante per lasciarmi un messaggio, se vuoi anticipando la tua richiesta: