Elio Palumbieri
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Comunicazione prodotti alimentari, diritto alimentare, import-export

I requisiti per la vendita di alimenti online

I requisiti per la vendita di alimenti online consentono, a chi interessato, di intraprendere un’attività di e-commerce o marketplace. Si tratta di un business in continua crescita, specie se si considera che, nel 2019, gli italiani hanno speso 1,6 miliardi di euro per l’acquisto di generi alimentari online[1]. Un settore, dunque, in crescita in cui sicuramente conviene investire. Si tratta, peraltro, di uno dei settori in cui, in questi mesi, si sta maggiormente concentrando la mia attività. Le nuove iniziative imprenditoriali che puntano alla vendita online di prodotti alimentari sono svariate così come non mancano le aziende già consolidate impegnate nell’apertura di nuovi canali di vendita.

Leggi anche: Come avviare un e-commerce di prodotti alimentari

I requisiti per la vendita di alimenti online possono essere soggettivi o oggettivi. Si tratta di elementi richiesti al fine di assicurare la preparazione dell’OSA e la sua capacità di garantire igiene e sicurezza degli alimenti.

Requisiti per la vendita di alimenti online: i requisiti personali

I requisiti personali o soggettivi si distinguono in requisiti morali o di onorabilità e requisiti personali o professionali.

I primi vietano l’attività di somministrazione di alimenti e bevande, ad esempio, a coloro che sono stati dichiarati delinquenti abituali o professionali. Eccezione alla regola è il caso in cui gli stessi abbiano ottenuto la riabilitazione.

I requisiti personali e professionali, invece, prevedono che l’attività di vendita di prodotti alimentari possa essere svolta da chi è in possesso di specifici requisiti determinati. Tra questi rientrano, ad esempio, aver frequentato con esito positivo un corso professionale per il commercio, la preparazione o la somministrazione degli alimenti, istituito o riconosciuto dalle regioni o dalle province autonome di Trento e di Bolzano (corso SAB).

Requisiti oggettivi

Tra i requisiti oggettivi si evidenzia la disponibilità dei locali adibiti a magazzino per lo stoccaggio della merce. Gli stessi, inoltre, devono essere conformi a tutte le disposizioni urbanistiche, edilizie, di prevenzione incendi e inquinamento acustico, di igiene e sicurezza degli alimenti.

Altre informazioni

Non solo requisiti soggettivi e oggettivi, però. Avviare un e-commerce o un marketplace di prodotti alimentari richiede il rispetto di svariate norme. Fra tutte è importantissimo ricordare che online il consumatore deve poter rinvenire tutte le informazioni riportate in etichetta. Le informazioni devono, quindi, essere sempre disponibili, chiare e leggibili. Sul punto attenzione soprattutto a chi gestisce un marketplace consentendo al produttore l’upload delle informazioni: la responsabilità in caso di mancata osservanza della compliance potrebbe essere condivisa.


[1] Linkiesta

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definizioni, farmaceutico, norme europee

L’autorizzazione di un prodotto biocida

L’autorizzazione di un prodotto biocida quali, ad esempio, l’igienizzante per le mani, risponde alla necessità di controllo e garanzia di sicurezza. Chi intende commercializzare un biocida, infatti, deve preventivamente ottenere una autorizzazione all’immissione in commercio. Le tipologie di autorizzazione sono tre: nazionale, europea e semplificata.

L’autorizzazione di un prodotto biocida: autorizzazioni nazionali

Si tratta dell’autorizzazione funzionale alla commercializzazione in un unico Paese. La richiesta dovrà essere presentata tramite la piattaforma R4BP 3. Una volta ottenuta l‘autorizzazione, saranno disponibili:

– i termini e le condizioni dell‘autorizzazione

– il riassunto delle caratteristiche del prodotto

– il report della valutazione.

L’autorizzazione di un prodotto biocida c.d. reciproca

Nel caso in cui il richiedente abbia interesse a immettere in commercio il biocida in più di un Paese europeo si potrà procedere tramite autorizzazione reciproca. Si tratta di un’autorizzazione nazionale estesa ad altri paesi europei. Il riconoscimento reciproco può essere in sequenza, o in parallelo, a seconda che il prodotto sia stato già autorizzato in un paese membro o meno. Anche in questo caso la domanda deve essere presentata tramite la piattaforma R4BP 3.

leggi anche: Le prospettive del settore agroalimentare nel rapporto della Commissione UE

L’Autorizzazione Europea

Chi, invece, intende ottenere un’autorizzazione valida in tutti i Paesi dell’Unione Europea può procedere tramite l’autorizzazione europea che attribuisce in ciascuno Stato membro gli stessi diritti e gli stessi obblighi di un’autorizzazione nazionale. La richiesta va presentata tramite l’ECHA.

La procedura semplificata

Ultima procedura ammessa è quella semplificata. E’ ammessa solo per determinate categorie di prodotti e purché il biocida non contenga alcuna sostanza potenzialmente pericolosa, nanomateriali, sia sufficientemente efficace e la sua destinazione d’uso non necessiti di dispositivi di protezione individuale.

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22 settembre: appuntamento con UniTn e Comune di Trento – VIDEO

Il Comune di Trento e la Provincia di Trento hanno organizzato una serie di aperitivi con ex studenti dell’Università di Trento, che hanno trovato o si sono costruiti la loro strada in uno dei settore più in espansione e all’avanguardia: la Green Economy.

Il 22 ospite, quindi, sarò ospite del canale instagram “Civico 13” per raccontare del mio percorso e rispondere alle domande degli studenti.

Per me si tratta di un immenso piacere. Devo moltissimo all’Università di Trento.

Guarda il video

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Disfida della Sicurezza: il 10 giornata dedicata all’ambiente

Dopo gli impegni legati al TEDxBarletta, ecco un nuovo evento. Si tratta della “Disfida della Sicurezza” che si terrà nei giorni 8, 9 e 10 settembre. In particolare, insieme allo Studio Legale SAFEGreen ho organizzato la terza giornata, legata all’ambiente. I temi saranno: green public procurement e green jobs.

Ecco il programma:

Workshop tecnico-pratico per gli operatori                           ore 11.00 – 13.00

SEI PRONTO PER GLI ACQUISTI VERDI? GUIDA RAPIDA AL GPP

Verifica la tua capacità di partecipare ad appalti verdi, apri orizzonti nuovi per la tua azienda o per la professione, migliora la capacità di applicare il GPP nella tua P.A.

Un viaggio guidato nel mondo ormai complesso ma indispensabile dei CAM italiani con:

– Il Giurista (Corrado Carrubba, SAFEGreen, Roma)

– Il Tecnico (Silvano Falocco, Fondazione Ecosistemi, Roma)

– Il Moderatore (Massimo Zortea, SAFEGreen, Trento)

Tavola rotonda aperta al pubblico                                          ore 16.00 – 18.00

GREEN JOBS: L’ECONOMIA VERDE CHE CREA LAVORO

Cos’è la Green Economy e perché crea nuovi posti di lavoro? Come seguirne la scia e profittare delle grandi opportunità che offre? Un dialogo a più voci con panoramiche generali, storie di successo e il quadro istituzionale che ne sta alla base.

Partecipano:

– Marco Gisotti (testimonianza dal co-autore del libro “Guida ai green jobs”)

– Walter Facciotto (CONAI)

– Giovanni Lagioia (Università di Bari – I numeri della Green Economy pugliese)

– Gianfranco Grandaliano (Ager Puglia – Il protocollo Corepla/Regione/Ager)

– Ennio Fano (Consorzio RenOils – Il sistema di monitoraggio RenOils, le ricerche CNR)

– Vito Bruno (Arpa Puglia – Il quadro normativo e istituzionale che rende possibile la G.E.)

Modera:

– Elio Palumbieri (Safe Green)

L’ingresso è libero.

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Aggiornamenti

Coronavirus e attività ristorative: il DPCM 14 luglio 2020

Il Presidente del Consiglio, Giuseppe Conte, ha firmato il Dpcm 14 luglio 2020 che proroga al 31 luglio 2020 le misure del Dpcm 11 giugno 2020. 
La ristorazione è tra le prime attività regolate dalla nuova disposizione. Ecco cosa è previsto:

Le presenti indicazioni si applicano per ogni tipo di esercizio di somministrazione di pasti e bevande, quali ristoranti, trattorie, pizzerie, self-service, bar, pub, pasticcerie, gelaterie, rosticcerie (anche se collocati nell’ambito delle attività ricettive, all’interno di stabilimenti balneari e nei centri commerciali), nonché per l’attività di catering (in tal caso, se la somministrazione di alimenti avviene all’interno di una organizzazione aziendale terza, sarà necessario inoltre rispettare le misure di prevenzione disposte da tale organizzazione).
▪ Predisporre una adeguata informazione sulle misure di prevenzione, comprensibile anche per i clienti di altra nazionalità.
▪ Potrà essere rilevata la temperatura corporea, impedendo l’accesso in caso di temperatura > 37,5 °C.
▪ È necessario rendere disponibili prodotti per l’igienizzazione delle mani per i clienti e per il personale anche in più punti del locale, in particolare all’entrata e in prossimità dei servizi igienici, che dovranno essere puliti più volte al giorno.
▪ È consentita la messa a disposizione, possibilmente in più copie, di riviste, quotidiani e materiale informativo a favore dell’utenza per un uso comune, da consultare previa igienizzazione delle mani.
▪ Negli esercizi che dispongono di posti a sedere privilegiare l’accesso tramite prenotazione, mantenere l’elenco dei soggetti che hanno prenotato, per un periodo di 14 giorni. In tali attività non possono essere presenti all’interno del locale più clienti di quanti siano i posti a sedere.
▪ Negli esercizi che non dispongono di posti a sedere, consentire l’ingresso ad un numero limitato di clienti per volta, in base alle caratteristiche dei singoli locali, in modo da assicurare il mantenimento di almeno 1 metro di separazione tra le sedute.
▪ Laddove possibile, privilegiare l’utilizzo degli spazi esterni (giardini, terrazze, plateatici), sempre nel rispetto del distanziamento di almeno 1 metro.
▪ I tavoli devono essere disposti in modo da assicurare il mantenimento di almeno 1 metro di separazione tra i clienti, ad eccezione delle persone che in base alle disposizioni vigenti non siano soggetti al distanziamento interpersonale. Detto ultimo aspetto afferisce alla responsabilità individuale. Tale distanza può essere ridotta solo ricorrendo a barriere fisiche tra i diversi tavoli adeguate a prevenire il contagio tramite droplet.
▪ La consumazione al banco è consentita solo se può essere assicurata la distanza interpersonale di almeno 1 metro tra i clienti, ad eccezione delle persone che in base alle disposizioni vigenti non siano soggetti al distanziamento interpersonale. Detto ultimo aspetto afferisce alla responsabilità individuale.
▪ È possibile organizzare una modalità a buffet mediante somministrazione da parte di personale incaricato, escludendo la possibilità per i clienti di toccare quanto esposto e prevedendo in ogni caso, per clienti e personale, l’obbligo del mantenimento della distanza e l’obbligo dell’utilizzo della
mascherina a protezione delle vie respiratorie. La modalità self-service può essere eventualmente consentita per buffet realizzati esclusivamente con prodotti confezionati in monodose. In particolare, la distribuzione degli alimenti dovrà avvenire con modalità organizzative che evitino la formazione di assembramenti anche attraverso una riorganizzazione degli spazi in relazione alla dimensione dei locali; dovranno essere altresì valutate idonee misure (es. segnaletica a terra, barriere, ecc.) per garantire il distanziamento interpersonale di almeno un metro durante la fila per
l’accesso al buffet.
▪ Il personale di servizio a contatto con i clienti deve utilizzare la mascherina e deve procedere ad una frequente igiene delle mani con prodotti igienizzanti (prima di ogni servizio al tavolo).
▪ Favorire il ricambio d’aria negli ambienti interni. In ragione dell’affollamento e del tempo di permanenza degli occupanti, dovrà essere verificata l’efficacia degli impianti al fine di garantire l’adeguatezza delle portate di aria esterna secondo le normative vigenti. In ogni caso, l’affollamento deve essere correlato alle portate effettive di aria esterna. Per gli impianti di condizionamento, è obbligatorio, se tecnicamente possibile, escludere totalmente la funzione di ricircolo dell’aria. In
ogni caso vanno rafforzate ulteriormente le misure per il ricambio d’aria naturale e/o attraverso l’impianto, e va garantita la pulizia, ad impianto fermo, dei filtri dell’aria di ricircolo per mantenere i livelli di filtrazione/rimozione adeguati. Se tecnicamente possibile, va aumentata la capacità filtrante del ricircolo, sostituendo i filtri esistenti con filtri di classe superiore, garantendo il mantenimento delle portate. Nei servizi igienici va mantenuto in funzione continuata l’estrattore d’aria.
▪ La postazione dedicata alla cassa può essere dotata di barriere fisiche (es. schermi); in alternativa il personale deve indossare la mascherina e avere a disposizione gel igienizzante per le mani. In ogni caso, favorire modalità di pagamento elettroniche, possibilmente al tavolo.
▪ I clienti dovranno indossare la mascherina tutte le volte che non sono seduti al tavolo.
▪ Al termine di ogni servizio al tavolo andranno previste tutte le consuete misure di pulizia e disinfezione delle superfici, evitando il più possibile utensili e contenitori riutilizzabili se non disinfettabili (saliere, oliere, ecc). Per i menù favorire la consultazione online sul proprio cellulare, o predisporre menù in stampa plastificata, e quindi disinfettabile dopo l’uso, oppure cartacei a perdere.

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appuntamenti e interviste

Webinar “origine degli alimenti: il Regolamento (UE) 775/2018 e le disposizioni interne”

L’origine degli alimenti è uno degli argomenti maggiormente dibattuti nel settore agroalimentare. Al Regolamento (UE) 775/2018 si aggiungono svariate – e spesso confusionarie – norme interne che rendono particolarmente complessa la vita tanto del produttore quanto del consumatore. Si analizzeranno sia le disposizioni del Regolamento citato che quelle di alcuni Paesi UE al fine di individuare elementi in comune e elementi di discordanza.

Ne parlerò mercoledì 15 con gli amici di Food Hub. Per iscrizioni: food hub

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Aggiornamenti, Comunicazione prodotti alimentari, diritto alimentare, etichettatura prodotti alimentari

Origine del prodotto alimentare: le nuove regole in Francia

L’origine del prodotto alimentare è al centro dell’ultima riforma introdotta in Francia. Lo scopo della novella è quello di aumentare la trasparenza delle informazioni sui prodotti alimentari, anche in ossequio del regolamento 1169/2011 che prevede che esse siano, tra le altre cose, chiare e comprensibili.

Origine del prodotto alimentare: la riforma

La nuova norma ha esteso l’obbligo di indicare la provenienza delle carni bovine ai piatti consumati in ristoranti, da asporto o in mense contenenti carni caprine, suine, ovine e pollame. L’obbligo riguarda l’indicazione del paese di allevamento e di quello di macellazione.

Norme simili sono state introdotte anche con riferimento alle miscele di miele, cacao birra e vino. In particolare, va indicato:

  • il paese di raccolta per il miele,
  • il luogo di provenienza per i prodotti a base di cacao;
  • nome e indirizzo del produttore per la birra;
  • nome della DOP o IGP dei vini venduti in ristorante.

La discussione sull’origine del prodotto alimentare in Italia

La questione è in corso di discussione anche nel nostro Paese. Sono, infatti, in fase di emanazione, due decreti. Il primo proroga l’obbligo di indicazione dell’origine per la pasta, il riso e il pomodoro mentre il secondo concerne l’origine di latte e formaggi. È stato, invece, notificato alla UE il decreto riguardante l’origine delle carni suine trasformate.

Di recente, inoltre, una decisione della AGCM ha fatto luce sull’etichettatura di origine della pasta.

…e in Europa

In realtà di origine del prodotto alimentare si discute anche in sede europea. Sul punto è recentemente intervenuta anche la “Comunicazione della Commissione sull’applicazione delle disposizioni dell’articolo 26, paragrafo 3, del regolamento (UE) n. 1169/2011”, pubblicata sulla Gazzetta Ufficiale dell’Unione Europea il 31.1.2020. Con la comunicazione in commento la Commissione ha inteso fornire agli operatori del settore alimentare e alle autorità nazionali ulteriori orientamenti sull’applicazione delle disposizioni concernenti l’etichettatura di origine. Ne ho scritto qui.

Le altre novità in Francia

Non solo origine del prodotto alimentare. La novella ha regolato anche l’aspetto relativo alla denominazione. È previsto, infatti, il divieto di usare denominazioni tipicamente associate ai prodotti di origine animale per i prodotti contenenti proteine vegetali oltre una certa soglia in fase di definizione. Di tali divieti si era già parlato. Basti pensare, ad esempio, alla maionese vegana o al panettone vegano.

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Aggiornamenti, diritto alimentare, import-export, norme europee, Tendenze

Vino: il rilancio del settore in Germania

Il settore “vino” è certamente uno dei più colpiti dal periodo di lockdown dovuto al Covid-19.

Vino: la situazione di crisi

Come riportato dalla Commissione Europea, infatti, il consumo di vino in ristoranti e bar, che solitamente rappresenta il 30% del consumo complessivo, si è fermato a lungo e l’aumento del consumo privato non è sufficiente a compensare le perdite. Particolarmente negative le vendite di spumanti e vini costosi. Anche le esportazioni stanno risentendo della situazione mondiale, con un crollo del 14% rispetto alla media degli ultimi 5 anni.

In questo contesto molti Paesi europei stanno cercando di fornire delle risposte al comparto.

La risposta tedesca per il mercato del vino

In Germania, ad esempio, il settore è in sofferenza da anni e, per questo, potrebbe concludersi entro dicembre un percorso, cominciato un anno fa circa, che porterà ad una modifica delle norme che regolano il settore vitivinicolo. Ad annunciarlo è stato il ministro federale Julia Klöckner.

Il confronto avviato con rappresentanti dell’industria e degli Stati federali tramite svariate tavole rotonde ha portato a quello che viene definito dalla stessa ministro, un progetto di legge equilibrato che tiene conto dei diversi interessi. 

Le proposte

Fondamentalmente la proposta tedesca si caratterizza per tre grandi riforme.

  • Sviluppo ulteriore delle indicazioni circa l’origine geografica del prodotto;
  • Nuovi limiti agli spazi per i nuovi impianti: 0,3% sull’area totale effettiva coltivata a viti, aggiornato annualmente;
  • Maggiori fondi a sostegno dei viticoltori .

La qualità come origine geografica

Una curiosità – non così banale – è l’identificazione del concetto di qualità con quello di origine geografica. Il progetto di legge, infatti, in apertura, specifica che la “politica della qualità” intrapresa dall’Unione Europea si realizza soprattutto nelle denominazioni di origine protetta. Il concetto, quindi, è quello per cui più è precisa l’indicazione di origine, più è alta la qualità del prodotto. Con questa premessa, quindi, l’intenzione del legislatore tedesco è quella di riposizionare le filiere locali in un sistema basato sull’origine geografica.

 Puoi trovare i disegni di legge menzionati qui:

Progetto: 24o regolamento che modifica il regolamento sul vino

Progetto: decima legge che modifica la legge sul vino

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Aggiornamenti, diritto alimentare, Tendenze

Le prospettive del settore agroalimentare nel rapporto della Commissione UE

Le prospettive del settore agroalimentare a breve termine sono oggetto di una pubblicazione della Commissione Europea. Tale pubblicazione si verifica ogni anno per tre volte all’anno. Dai dati emerge un riquadro più chiaro delle attuali condizioni del comparto in Europa, specie se si considera la particolare congiuntura economica che stiamo vivendo.

Il COVID-19 ha posto in evidenza una serie di urgenze a cui sarebbe stato opportuno dare risposta da tempo. Sicurezza alimentare, nella doppia accezione del termine, aspetti sociali e, ovviamente aspetti economici. E’ proprio questo l’elemento, al momento, che più preoccupa i governi europei. Nel settore agroalimentare la priorità è chiara: rendere le filiere maggiormente resilienti.

Alla fine di questo post trovi anche un’osservazione personale sul punto.

Le prospettive del settore agroalimentare: background macroeconomico

La crisi derivata dalla diffusione del COVID-19 non ha precedenti e potrebbe protrarsi sino alla metà del 2021. L’entità dell’impatto economico potrebbe essere di gran lunga peggiore di quello della crisi del 2008-2009 con l’economia globale in una recessione del 3% e quella europea del 7,5% nel 2020.
Certamente è presto per poter stimare la profondità di tale crisi e molto dipenderà dalle misure di stimolo all’economia che saranno poste in essere. E’ possibile, però, effettuare un’analisi a breve termine. Proprio di questo si è occupata la Commissione.

Leggi anche “food delivery: le regole anti-covid”

Le previsioni

Le prospettive del settore agroalimentare nei prossimi mesi possono essere così riassunte:

  • ampia disponibilità di grano e cereali;
  • aumento della produzione e aumento dei consumi di soia nel 2020/2021 dopo una diminuzione della produzione nel 2019/2020;
  • diminuzione del prezzo dello zucchero con una produzione stimata in 17.4 milioni di tonnellate (-1,5%);
  • diminuzione della produzione e crescita della domanda di mele e arance;
  • crollo del prezzo del latte e degli equivalenti;
  • aumento della produzione di burro, con consumi stabili;
  • diminuzione della produzione di carne bovina, crescita della produzione di carne di pollo, crescita della produzione di carne suina. Produzione di carne ovina stabile.

Le prospettive del mercato dell’olio d’oliva

Nel 2019/2020 la produzione di olio di oliva in europa si è avvicinata alle 2 milioni di tonnellate, con una diminuzione del 15% rispetto alla raccolta precedente. Nonostante ciò si evidenzia un’ampia disponibilità di prodotto dovuta alle scorte iniziali. A febbraio i prezzi dell’olio hanno iniziato a stabilizzarsi conservando, però, un prezzo inferiore del 40% rispetto alla media degli ultimi 5 anni.

L’imposizione delle misure di confinamento e il ribasso dei prezzi dovrebbero portare ad un aumento complessivo dei consumi (c.a + 13%) nei principali Paesi produttori di olio d’oliva mentre potrebbe registrarsi una diminuzione negli altri (-9%).

Il mercato del vino

Il consumo di vino è stato fortemente influenzato dall’imposizione delle misure anti-contagio. Il consumo di vino in ristoranti e bar, che solitamente rappresenta il 30% del consumo complessivo, si è fermato a lungo e l’aumento del consumo privato non è sufficiente a compensare le perdite. Particolarmente negative le vendite di spumanti e vini costosi. Anche le esportazioni stanno risentendo della situazione mondiale, con un crollo del 14% rispetto alla media degli ultimi 5 anni.

La ricetta non c’è ma alcuni accorgimenti possono essere utili

Proprio qualche giorno fa, durante un convegno organizzato dalla Scuola di Alta Formazione Agroalimentare abbiamo pensato di discutere di innovazione nelle filiere agroalimentari. Non sono sorpreso nel vedere gli imprenditori maggiormente disposti a intraprendere un percorso di riposizionamento della propria filiera in questo momento. E’, infatti, evidente che, insieme alle misure urgenti utili a rispondere alle emergenze, questa crisi ha posto in evidenza la necessità di intraprendere un percorso più profondo di aggregazione e innovazione. Solo così si potrà dare una risposta concreta e duratura al mercato e continuare a crescere.

per maggiori informazioni: https://ec.europa.eu/info/sites/info/files/food-farming-fisheries/farming/documents/short-term-outlook-spring-2020_en.pdf

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