Elio Palumbieri
Uncategorized

Il blog personale, alla fine ho deciso

Ebbene sì, il blog personale. Ho deciso. Eliopalumbieri.it nasce da un’esigenza:  raccontare il diritto alimentare e le mie attività senza filtri e senza dover obbligatoriamente rispondere a particolari criteri. Questo blog è un luogo di condivisione e confronto. I commenti sono aperti e graditi e tutti i miei contatti sono a completa disposizione.

Di cosa parlerà il blog personale?

Principalmente di diritto alimentare. Tratterò la materia in maniera attiva caricando le mie impressioni, le mie idee e attività, gli aggiornamenti più importanti in materia. Ma non ci sarà solo diritto alimentare. Un piccolo spazio di questo blog è dedicato ai miei progetti e a quelli di cui faccio parte. Sono e saranno disponibili alla pagina eliopalumbieri.it/dove-mi-trovi.

E il blog dello Studio?

Rimarrà il blog dello Studio Legale Palumbieri. Sempre aggiornato ma non più solo sul diritto alimentare. Ovviamente non sono da solo e lo Studio non si occupa solo di food law quindi è opportuno allargare il blog ai settori di nostra competenza lasciando a un blog personale il resto.

Come rimanere aggiornati?

In apertura del blog verrà chiesto di attivare le notifiche. Invierò una notifica su smartphone o desktop ogni volta che pubblicherò un nuovo post. Se non lo hai fatto puoi sempre andare in fondo alla pagina e cliccare sulla campanella rossa. Oltre alle notifiche, comunque, ci sarà la newsletter alla quale ci si può iscrivere compilando l’apposito form (su desktop a destra, su smartphone in fondo).

""/
diritto alimentare, import-export, norme europee

Il principio di mutuo riconoscimento

Il principio di mutuo riconoscimento è stato introdotto all’interno dell’ordinamento europeo dalla sentenza Cassis de Dijon. In base a tale principio ogni prodotto legalmente fabbricato e posto in vendita in uno Stato membro dev’essere, in linea di massima, ammesso sul mercato di ogni altro stato membro se conforme alla normativa del paese d’esportazione.

Ascolta ora il podcast sul diritto agroalimentare

Il problema del rapporto tra principio di mutuo riconoscimento e norme tecniche

Il problema legato alla definizione appena fornita del principio di mutuo riconoscimento è legato alle c.d. “norme tecniche”. Queste, infatti, concernenti aspetti peculiari della produzione e commercializzazione come composizione, denominazione e qualità, se imposte da ogni Stato membro ben potrebbero porre un serio limite alla libertà di circolazione delle merci. Dunque, per questo motivo, la Commissione già nel 1989 evidenziava che le normative tecniche e commerciali non possono creare ostacoli se non in due casi.

1) Quando siano necessarie per soddisfare esigenze imperative e 

2) quando perseguano un obiettivo di interesse generale, di cui esse costituiscono la garanzia essenziale.

La libera circolazione delle merci nel principio di mutuo riconoscimento

L’obiettivo statuito con il riconoscimento del principio di mutuo riconoscimento dev’essere di natura tale da prevalere sulle esigenze della libera circolazione delle merci, che costituisce una delle regole fondamentali della Comunità. Da quanto detto deriva, quindi, che un imprenditore che intenda commercializzare i propri prodotti alimentari all’interno del territorio europeo ha libertà di farlo  in due casi. In primo luogo quando questi segua tutte le disposizioni dettate in materia di produzione e commercializzazione. In secondo luogo nel caso in cui lo Stato membro in cui intende commercializzarle non preveda norme tecniche contrarie necessarie a soddisfare esigenze imperative e interessi generali.

L’applicazione del principio di mutuo riconoscimento

Il principio di mutuo riconoscimento, oggi riportato all’art. 114 del TFUE, trova applicazione in svariati casi. Eccone alcuni.

1) il caso dei prodotti da forno, regolato dal d.P.R. 23 giugno 1993 n. 283, il quale, all’art. 4 comma 1, specifica che:


“I prodotti legalmente fabbricati e commercializzati negli altri Stati membri della CEE denominati crackers, fette biscottate e crostini, possono essere liberamente commercializzati in Italia, anche se non conformi alle caratteristiche indicate nel presente regolamento”.

2) il caso inserente alla commercializzazione dei cereali, degli sfarinati, del pane e delle paste alimentari di cui all’art. 48 della L. n. 128/98.


“Le disposizioni concernenti gli ingredienti, la composizione e l’etichettatura dei prodotti alimentari, di cui alla legge 4 luglio 1967, n. 580, sulla lavorazione e il commercio dei cereali, degli sfarinati, del pane e delle paste alimentari, non si applicano ai prodotti alimentari legalmente fabbricati e commercializzati negli altri Stati membri dell’Unione europea o negli altri Paesi contraenti l’Accordo sullo spazio economico europeo, introdotti e posti in vendita nel territorio nazionale.”

3) Ulteriormente, il caso relativo alla passata di pomodoro di cui al d.m. 23 settembre 2005:

“Il prodotto avente la denominazione di vendita «passata di pomodoro» o «passato di pomodoro», legalmente fabbricato o commercializzato negli altri Stati dell’Unione europea o in Turchia e legalmente fabbricato negli Stati parti dell’accordo sullo Spazio economico   europeo, può essere commercializzato nel territorio italiano.
Tuttavia è vietato utilizzare la denominazione di vendita «passata di pomodoro» o «passato di pomodoro», anche se accompagnata da integrazioni o specificazioni, per designare un prodotto che si differenzi in modo sostanziale da quello indicato nel presente decreto dal punto di vista della sua composizione o della sua fabbricazione.”

4) Infine, il caso relativo ai prodotti di salumeria di cui al d.m. 21 settembre 2007:

“I prodotti legalmente fabbricati o commercializzati negli altri Stati membri…possono essere commercializzati nel territorio italiano. Tuttavia è vietato utilizzare le denominazioni di vendita previste dal presente decreto, anche se accompagnate da integrazioni o specificazioni, per designare prodotti che si differenziano in modo sostanziale da quelli indicati nel presente decreto dal punto di vista della composizione o della fabbricazione.”

diritto alimentare, english, import-export

Importing food into EU: general requirements

The rules and the general law you need to know in order to import food into EU

There are different requirements you need to follow in order to import food in EU so it is necessary to distinguish between food of non-animal origin, food of animal origin and composite products.
But before this, it is important to define what “food” is, according to the EU food law. The article 2 of Regulation n. 178/2002 defines it as “any substance or product, whether processed, partially processed or unprocessed, intended to be, or reasonably expected to be ingested by humans.
‘Food’ includes drink, chewing gum and any substance, including water, intentionally incorporated into the food during its manufacture, preparation or treatment”.
The article 2 provides a list of what this definition shall not include:
(a) feed;
(b) live animals unless they are prepared for placing on the market for human consumption;
(c) plants prior to harvesting;
(d) medicinal products;
(e) cosmetics;
(f) tobacco and tobacco products;
(g) narcotic or psychotropic substances;
(h) residues and contaminants.

 

General requirements

Certain rules, including food hygiene requirements and food laws are laid down in Regulations n. 852/2004 and 178/2002.

Article 11 of Reg. 178/2002 – Compliance or equivalenceFood and feed imported into the Community for placing on the market within the Community shall comply with the relevant requirements of food law or conditions recognised by the Community to be at least equivalent thereto or, where a specific agreement exists between the Community and the exporting country, with requirements contained therein”.

This means that food imported into the EU shall comply with:

  • The requirements of food law,
  • The conditions recognised by the EU,
  • With requirements stated by specific agreement between the EU and the exporting country.

Article 19 of Reg. n. 178/2002 – Responsibilities of food importers
If a food business operator considers or has reason to believe that a food which it has imported, produced, processed, manufactured or distributed is not in compliance with the food safety requirements, it shall immediately initiate procedures to withdraw the food in question from the market where the food has left the immediate control of that initial food business operator and inform the competent authorities thereof”.

General food requirements

The articles 3 to 6 of Regulation n. 852/2004 provide general food hygiene requirements. In particular, it contains:

  • A general obligation to monitor the food safety of products and process under the responsibility of the operator;
  • Detailed requirements after primary production:
  • Procedures based on the HACCP principles;
  • Registration or approval of establishments;
  • General hygiene provisions for primary production;
  • Microbiological requirements for certain products.

Import procedures for food of non-animal origin

When importing this kind of food the importer has to ensure compliance with the requirements of EU food law or with conditions recognised equivalent. In particular the importer has to consider that:

  • Food of non-animal origin may be submitted to controls in accordance with the article 15 paragraph 1 of Regulation n. 882/2004;
  • Most of non-animal food can enter the EU using any entry point and without any prenotification or certification

Import procedure for food of animal origin

The Regulation n. 136/2004 and the Directive 97/78/EU provide the procedures for veterinary checks at Community border inspection posts on products imported from third countries. For example:

  • Products of animal origin, must be presented at an EU approved border inspection post for being submitted to an import control,
  • Prior notification of the physical arrival of the products on the EU territory must be provided to the border inspection post of arrival using the Common Veterinary Entry Document (CVED),
  • The consignments must be presented to the border inspection post accompanied by all relevant certificates/documents required in EU legislation,
  • Consignments will only be accepted if the products are derived from approved third countries, regions thereof and establishments as appropriate and if veterinary checks had favourable results,
  • In certain cases, safeguard measures introducing special import conditions or restrictions may apply,
  • The procedures as laid down in Regulation (EC) No 136/2004 are to be followed.

Import procedure for composite products

  • Certain composite products have to undergo import controls in border inspection posts as provided for in Regulation n. 28/2012,
  • The same Regulation specifies certification requirements taking into consideration animal and public health requirements.
diritto alimentare, etichettatura prodotti alimentari

Informazioni nutrizionali e sulla salute in etichetta

Al momento dell’acquisto di un prodotto è buona abitudine leggere e verificare l’etichetta in ogni suo dettaglio. Chi è maggiormente interessato ai contenuti relativi alle caratteristiche nutrizionali di un alimento, tuttavia, porrà certamente maggiore attenzione alla dichiarazione nutrizionale.
Per poter comprenderne il contenuto è opportuno fare riferimento al regolamento 1169/2011 che ha, appunto, introdotto l’obbligo di inserimento della dichiarazione nutrizionale tra le informazioni obbligatorie in etichetta. Questa viene riportata in una tabella contenente una dichiarazione relativa al valore energetico e al contenuto in proteine, grassi, carboidrati, fibre alimentari, sodio, vitamine e sali minerali contenuti in un alimento.

Cosa deve contenere la dichiarazione nutrizionale?
All’interno della dichiarazione nutrizionale troviamo svariate informazioni il cui lessico e ordine viene puntualmente disciplinato dal regolamento. In particolare, devono esserci indicazioni circa:
– energia (kJ, kcal),
– grassi,
– di cui acidi grassi saturi,
– carboidrati,
– di cui zuccheri,
– fibre (su base volontaria),
– proteine,
– sale (inteso come sodio, di qualsiasi fonte, per 2,5).
La presenza di questi elementi va indicata sulla base di 100g o 100ml di prodotto.

Quali prodotti devono recare la dichiarazione nutrizionale?
L’obbligo è applicabile ai prodotti alimentari destinati alla vendita al consumatore finale, alle collettività (bar, esercizi di ristorazione, ecc.) e preimballati. Sono esplicitamente esclusi:

  • le bevande alcoliche con contento di alcol in volume superiore all’1,2%;
  • gli alimenti elencati dall’alleato V del regolamento come i prodotti non trasformati o trasformati che comprendono un solo ingrediente, le spezie o loro miscele, l’acqua destinata al consumo umano, lieviti, ecc.);
  • gli alimenti non preimballati.

Indicazioni facoltative
Fino a questo momento abbiamo analizzato le indicazioni obbligatorie rientranti nella c.d. tabella nutrizionale. Ulteriori indicazioni nutrizionali, sulla salute o quelle relative alla riduzione di un rischio di malattia, tuttavia, possono essere aggiunte su base volontaria. Le indicazioni nutrizionali, in particolare, indicano l’esistenza di particolari proprietà nutrizionali benefiche, quelle sulla salute indicano la relazione tra una categoria di alimenti, un alimento o uno dei suoi componenti e la salute e, infine, le indicazioni relative alla riduzione di u rischio di malattia indicano la connessione tra il consumo di una categoria di alimenti, di un alimento o di uno dei suoi componenti e la significativa riduzione di un fattore di rischio di insorgenza di una malattia.
Perché queste indicazioni possano essere riportate in etichetta è necessario:

  • Che vi sia dimostrazione che la presenza, l‘assenza o il contenuto ridotto in un alimento di una sostanza nutritiva rispetto alla quale viene fornite l’indicazione trovino conferma sulla base di conoscenze scientifiche generalmente accettate;
  • che la sostanza nutritiva sia contenuta nel prodotto n una quantità significativa in base a specifiche disposizioni ovvero in quantità necessaria a produrre l’effetto nutrizionale promesso o ad evitare effetti indesiderati.

Due elementi da analizzare
Riassumendo, quindi, nel momento in cui leggiamo un’etichetta è opportuno fare attenzione a due aspetti: la dichiarazione nutrizionale, riportata nella tabella, e le ulteriori indicazioni. Per informazioni sui claims (per esempio: “senza grassi”) ecco un mio post per Cucina Mancina http://www.cucinamancina.com/posts.php?id=867&titolo=attenzione-all-etichetta

1 2 8 9 10
Categorie
Chiedi ad Elio
Telegram

Scarica l’ebook “Riqualificare le filiere agroalimentari”
Privacy Settings
We use cookies to enhance your experience while using our website. If you are using our Services via a browser you can restrict, block or remove cookies through your web browser settings. We also use content and scripts from third parties that may use tracking technologies. You can selectively provide your consent below to allow such third party embeds. For complete information about the cookies we use, data we collect and how we process them, please check our Privacy Policy
Youtube
Consent to display content from Youtube
Vimeo
Consent to display content from Vimeo
Google Maps
Consent to display content from Google
Spotify
Consent to display content from Spotify
Sound Cloud
Consent to display content from Sound
it_ITItalian